Rito e Mito

27 Gennaio 2011 Nessun commento

Le radici proto-arcaiche, o Akkadiche di musica sacra, avevano una accordatura a 432Hz ben prima della rinascita del movimento musicale degli artisti Ellenici. Questa regolazione a 8 hz di differenza rispetto alla accordatura a 440 Hz di oggi, fa UN UNIVERSO DI DIFFERENZA. Gli strumenti arcaici che sono stati finora ritrovati e ritornati alla luce dalla custodia della madre terra infatti, compresi quelli egizi, sono in gran parte sintonizzati con la nota di La a 432Hz. Anche nell’antica Grecia (in epoca successiva), gli strumenti erano prevalentemente sintonizzati a 432Hz.

La raffinatezza della musica arcaica Akkadica, diviene ancora più importante se si pensa che il cuore della terra batte a cicli di 8 Hz al secondo, le nostre cellule risuonano riconoscendo tale frequenza ed i suoi multipli ed anche la ghiandola pineale emetterebbe una secrezione propria alla sua funzione, se stimolata da tali frequenze. La nostra chimica, la nostra biologia così come il mondo circostante, risuonano su questo disegno. Orfeo, a cui sono riferiti eventi realmente accaduti e divenuti mito (favola) nel tempo, accorda il Suo strumento a 432 Hz per suonare Musica che, di tale Bellezza, si trasforma subito in Rito o (Rituale). Che diamine….Così come la Musica e la Poesia, quello strumento, la Cetra (chitarra ante litteram), lo ha inventato Lui da un guscio di testuggine!! […]

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Musicasaturnia & Selva:
“….e tutti danzavano recitando versi alterni, mentre un filo misterioso collegava la Musica alla Terra.”

Musicasaturnia & Selva: "....e tutti danzavano recitando versi alterni, mentre un filo misterioso collegava la Musica alla Terra."

Musicasaturnia & Selva: "....e tutti danzavano recitando versi alterni, mentre un filo misterioso collegava la Musica alla Terra."

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Tracce di Eternità. Dal passato il futuro.

21 Gennaio 2011 Nessun commento

DSC_0425Questa notte, una delle molte che in questo periodo mi vede camminare sotto un cielo di stelle in questo clima equatoriale, mi sono chiesto come sia stato possibile che l’uomo, nei vari periodi della sua storia  e nei luoghi più disparati del mondo sparsi alle quattro estremità della terra,  abbia ampiamente  dimostrato di avere possibilità tali nel creare edifici sacri, nello spostare enormi pietre megalitiche, nel costruire templi, piramidi, nel sapersi orientare progettando le sue dimore secondo il disegno delle stelle, nel dimostrarsi capace, nella propria Vita ed in quella dei suoi simili, di poter anche fare destino,  tali appunto, da far pensare di poter parlare ed interagire direttamente con il Creatore, mantenendo questa possibilità anche molti anni dopo le Sue Manifestazioni, per poi misteriosamente perdere questa conoscenza e cadere nell’oblio e nell’incertezza, nella guerra,  fin quasi al proprio autoannientamento, procurandosi diluvi meteorologici, così come di barbarie e violenza…? La risposta non ha tardato a manifestarsi. Dopo qualche ora di sonno, la mattina me la sono ritrovata tra le mani. Nel tempo, nei millenni, la storia non cambia, è sempre la stessa, anche se rovesciata e gli uni son diventati gli altri.  Questa storia ripetuta quasi come un refrain della musica vuota di una canzone senza senso, segna il flusso e riflusso delle energie vitali che agiscono in  noi come nel cosmo. Solo che queste energie sono entrambe benefiche, e se non si interviene in esse con azioni che ne turbano il regolare andamento, continuano a “funzionare” nel Bene senza l’esigenza di apportare squilibrio, guerra, morte e distruzione. Questa risposta alla mia domanda era quasi nascosta tra la confusione dei vestiti sparsi nella mia valigia, qui, a migliaia di chilometri di distanza dalla sua naturale dimora, l’altra mia casa che è l’Italia.

“…Ad un certo punto della sua storia, l’uomo, all’improvviso, fa un enorme salto di livello di coscienza. Inventa qualcosa di nuovo che migliora la vita di tutti i suoi simili. L’invenzione viene applicata, copiata e diffusa fra un numero sempre maggiore di uomini, perché, col benessere, crescono anche le nascite. Sorge e si sviluppa l’emigrazione, cioè la partenza della popolazione in soprannumero in cerca di nuove sedi e di lavoro. Gli emigrati cercano terre simili a quelle della madre patria, per ricrearvi lo stesso tipo di civiltà: bonificano i terreni incolti, scavano i minerali, allevano gli animali selvaggi.  Gli “ominidi” cacciatori che vivono su quelle terre vengono anch’essi educati a servire i nuovi venuti, aiutandoli nei lavori più pesanti. Questi selvaggi, a poco a poco, si civilizzano, imparando arti e mestieri. Approfittando della libertà di movimento e dei “segreti” tecnici che hanno imparato, essi finiscono  col ribellarsi a quegli stranieri e nasce la peggiore delle invenzioni dell’uomo: la guerra. Gli “indigeni” più numerosi e feroci, la vincono e sostituiscono, dopo stragi sanguinose,  la loro civiltà secondaria o derivata, a quella originale o primaria. La storia, che si scrive a cose fatte, fa finta di ignorarlo, perché più forti, i vincitori che la scivono, hanno sempre ragione. Ma la copia è comunque sempre differente e più scadente del modello originale destinato quindi ad essere dimenticato”….

Questo stesso procedimento, con lievi variazioni ambientali (e, quasi sempre, anche dei protagonisti, trasformatisi da carnefici a vittime e viceversa), si è ripetuto almeno cento volte, sulla faccia della terra, nel corso dei millenni.  Non è necessario continuare a recitare su questo grande palcoscenico che è la Vita, un copione che non appartiene al Pensiero originale.  Non è detto che dobbiamo scegliere di ricreare per noi un presente identico al passato. Il futuro può essere diverso.Possiamo anche scegliere di vivere come realmente siamo, ovvero a immagine copulare del Creatore che è Perfezione fuori dal tempo. Avremo capito le varie lezioni del tempo nel “frat-tempo”?

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Ego & Utility

7 Dicembre 2010 Nessun commento

Ego & UtilityEgo….interessante trovarsi a descrivere un termine così comune quanto diffuso. Esso è anche impropriamente attribuito solo a chi si dica artista ed ostenti la sua immagine attraverso media o atteggiamenti appariscenti. Appare invece, ad uno sguardo più attento, una sottile linea di confine che separa questo termine e il suo significato, rivolto a chi da una parte, entra nelle nostre case o nei nostri computer dall’alto dei luoghi di maggior diffusione o di potere, e dall’altra nella nostra vita quotidiana e nelle relazioni che incontriamo quasi ogni giorno. In realtà è l’uso o l’abuso a cui questo termine è correlato a creare equivoci. Alla Tv, su internet, sul giornale, abbiamo la scelta di non condividere cambiando canale, o indirizzo, o pagina per passare ad altro argomento. Nella nostra vita fuori da questi contenitori è un po’ diverso. Lo si incontra in molte sue sfaccettature, può essere percepito o rappresentato come appariscente appunto, a volte insidioso, o subdolo, persino utile nel procurarsi effimere conquiste, oppure apparentemente innocuo quando lo si interpreti a fini strettamente personali. Nei giochi interpersonali infatti, la linea si assottiglia ancora di più, quando si iniziano ad intrecciare rapporti sempre più intimi: allora diviene complicato riconoscerlo. Quello che sovviene ad ora, è che l’Ego ricordi una bellissima maschera colorata che quanto più appare raffinata, nasconda la vera origine di chi la indossi. Spesso da molti di noi viene indossato cambiando abito in punta di piedi e mascherato sotto altre sembianze. Individui che ascoltano, ammiccano, parlano quasi sottovoce dicendo di non sapere e pensando in loro invece di saperne molto più di te. Non sempre trattasi di sola falsità. Gli argomenti possono essere dei più disparati si tratti di professione, lavoro, vita quotidiana, materia scolastica o pseudo spirituale. Essi acconsentono, in ego, per attendere nuove opportunità per svelarsi magari ad altri con te di spalle. Certo, sappiamo quanta paura ed insicurezza si celi in taluni atteggiamenti. Appaiono come varie forme di competizione egoica che alla fine fa solo allargare il confine tra il veramente utile ed il meramente inutile, ovvero, la perdita di tempo. A questo pensiero, è molta la tristezza che mi invade e mi accompagna, riconoscendo quanta reale potenzialità risieda nel condividere talenti individuali alla realizzazione di scopi comuni. Non è più una utopia. La canzone “Imagine” di John Lennon, che ad oggi ancora viene definita utopica (!), è più reale (o Regale?) e condivisibile di quanto non si possa immaginare!!! Senza dover necessariamente escludere o surclassare subdolamente qualcuno, che altri non è se non tuo fratello. La realizzazione di noi stessi passa oggi, nel pieno ingresso dell’Era di Acquario, inevitabilmente attraverso l’altro. E’ strano questo gioco dell’ego, eppure resta ancora molto diffuso ai nostri giorni forse a causa del diffondersi di un messaggio (di massa) che tende a minare la nostra identità (plurale) rivolta all’unità di intenti o UniVerso. Blogs, blogger, terapisti, terapeuti, psicologi, scrittori, grafici, designer, giornalisti, registi, attori, cantanti, marinai, pensatori, musicisti, artigiani, artisti, poeti, viaggiatori, esploratori, commercianti, storici, maestri e professori, artigiani, lavoratori, commercianti…. se mai ancora dovessimo ripetere di imbatterci in questo diffuso sperimentare l’ego, occupiamoci di farlo almeno nei modi e soprattutto nella sostanza, per qualcosa che possa restare utile a chi ascolta al momento o che verrà dopo di noi ad usufruirne. Il viaggio continua fratello. E questo termine sia inteso sempre anche al suo complementare femminile, sorella…Amenti.

Agadè

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Il Sacro: Orcas!

20 Agosto 2010 Nessun commento

Sacro

La quarta canzone è  “Siòn”. Il mio amico continua a  guidare in silenzio, la strada è ancora molto lunga. Ascolta concentrato. Gli album sono AcquarioAgadè –Ispirazioni dal Gilgamesh,Siòn e Sure 9/9/9.  Ricordo che prima di avviare il riproduttore Cd feci lui una breve introduzione sulla funzione riequilibrante che la musicasaturnia ha sul nostro pensiero, anche se non approfondii più di tanto la faccenda. Dopo alcune ore, terminato l’ascolto ed il viaggio, restò in silenzio per qualche minuto.  Sembrava rilassato, non stanco e pareva cercare le frasi giuste da dire senza rischiare di  esternare impressioni sbagliate.  “…in queste tue canzoni mi sembra di sentire una grande nostalgia; una tristezza strana e profonda per un tempo che fu e che ora si avverte lontano, utopistico…un tempo che non può ritornare. E’ un senso di malinconia prodotto dal distacco tra ciò che canti e ciò che in realtà viviamo nel nostro quotidiano.  Si avverte chiaramente  che per te esiste Dio sul piano divino, lassù, ed  esiste l’uomo qui sul piano umano…ma non si percepisce l’incontro(!!!), l’interazione tra l’uomo e Dio attraverso il messaggio  di Cristo. Ognuno di noi, ogni giorno può viverlo nel suo piccolo scorcio di realtà e nel suo mondo interiore. Dovresti cercare di unire i due aspetti e cioè quello del Cristo Figlio di Dio fatto uomo e quello dell’uomo impegnato nel suo vivere quotidiano.  Cerca di rendere giustizia alla tua musica, alle tue melodie così coinvolgenti; fallo  grazie  alla fusione tra il piano di Dio e l’opera dell’uomo…Questa malinconia mi sembra fuori luogo, anche perchè  in realtà  l’unione già esiste, è già qui con noi ogni giorno,  ogni volta che realizziamo qualcosa di bello e importante nella condivisione con il nostro prossimo! Ricorda: la resurrezione di Cristo avviene quotidianamente proprio sul piano umano attraverso il Suo  messaggio e la sua esperienza culminata nel sacrificio della Sua crocifissione . E’ giunto sino a noi per salvare l’uomo…Dovremo parlare a lungo e magari lavorarci un po’ su, adesso non abbiamo tutto questo tempo…Per il resto la tua musica mi piace molto”….….

Poco importa se il mio amico ricopre una carica religiosa molto importante; ciò che mi ha colpito in particolare è stato il suo sforzo, per altro molto apprezzato, con il quale forse ha cercato di interpretare il senso di ciò che è riconoscibile nei testi, (molti dei quali scritti da Mario Pincherle n.d.r.) – senso che peraltro condivido e sento pienamente. Come del resto  avverto anche il bisogno di sentire sempre in noi la Sacra Presenza di Dio attraverso le figure di Gesù, di Sargon, di Krhisna -sempre la stessa Persona che cambia solo nome andando a ritroso nel tempo. Ciò che non posso condividere è ben altro, ovvero, il sacrificio come messaggio di consapevolezza…..

Ascoltai la critica  sorpreso non più di molto ma interessato.  La sola cosa che riuscii ad accennare fu riferita al fatto che ancora la figura di Gesù non è stata compresa a fondo.  Tentai di continuare la conversazione ma fu inutile. Restai deluso. Avevo tante cose di cui parlare con lui ma non vi fu nè modo né tempo, dato che il mio amico doveva assentarsi di lì a poco per l’impellenza dei suoi impegni.  Propose comunque di tornare a parlarne molto presto, magari nel percorso di ritorno. Così non fu, io dovetti ripartire in aereo per mio conto la sera stessa. ….

In quelle ore riflettei molto su quanto mi aveva suggerito di considerare.  Non potei tuttavia fare a meno di comprendere  che, forse per la carica importante  ricoperta dal mio amico , o forse perché, pensai egli pensasse,   sempre di  poesia musicale trattasi e quindi frutto di ispirazione  artistica,  egli non sollevò alcuna domanda riferita a certi passi dei testi musicali. Ad esempio  relativi  alla figura di Gilgamesh: chi è davvero costui? Oppure sul  Re Vero,  sulla Scekinà, Vera presenza di Dio sulla terra. Qual’è il significato del nome Gilgamesh, cosa significa ritornociclico del Messia,  e la Torre di Granito (Zed)? Cosa sono gli  Archetipi? E i pennelli di Dio? Qual’è  senso di  quel “Giardino” che nel ciclo delle ere cosmiche è destinato a ritornare…. Oppure il significato del Monte di Siòn… di quelle passeggiate alla brezza della sera in cui Dio in Persona cammina a braccetto con l’uomo…e poi il senso del Pater Nostro tradotto dall’aramaico senza l’imperativo: dacci, liberaci, non ci indurre ecc… O ancora, domande relative al testo recitato che parla del fatto che ogni uomo è destinato a ritornare sacerdote di se stesso e quindi stretto collaboratore di Dio nella creazione del suo miracolo chiamato quotidiano… Insomma, dopo una attenta riflessione mi convinsi  che tutto questo non poteva essere  stato  ignorato dal mio amico ma piuttosto semplicemente ritenuto  una favola…..

Nonostante i tempi siano prossimi al ritorno del Vero Messaggio per l’umanità intera, ancora in pochi sono gli uomini coscienti del fatto che ciò che sembra favola, tale non è. L’Eden non è un luogo di fantasia, ed il Giardino di cui canto nelle mie canzoni, non è un semplice orticello su cui poter coltivare  carote e zucchine; esso appartiene ad   una dimensione fuori dallo spazio e dal tempo,  (tuttavia posto ed esistito realmente  nello spazio e nel tempo),  che comprende un senso nuovo della Vita fatto di Gioia e Consapevolezza: uno stato di Grazia in cui davvero torniamo a collaborare con Dio ed a camminare con Lui alla brezza della sera. Gesù non è stato con noi una sola volta e di era in era Egli ritorna…”Ogni volta che  il senso morale nell’umanità sembra  scomparire, Io discendo di Persona…”(Baghavadgita).….

I nostri sensi sono come  delle vere e proprie antenne riceventi.  Il Vero Messaggio proveniente dall’Altissimo e che riceviamo in ogni istante, viene  trasformato dalle nostre anime in miliardi di messaggi animici, quindi non perfetti.  Torneremo presto, se non proprio tutti almeno gli uomini di buona volontà,   a comunicare con la Vera Strada fatta di Amore,  Pensiero Perfetto,  o (Spirito)…..

Caro amico, nelle mie canzoni, proprio non esiste la separazione di cui tu parli e riferita qui al rapporto tra l’uomo e Dio.  In Acquario, come in Agadè, o in Siòn & Sure 9/9/9, o in En-Ki Gioia, io e Mario raccontiamo e cantiamo il dialogo tra Dio e l’uomo  trasformandolo in Musica, sapendo che questo colloquio è destinato a ritornare con altrettante parole Vere ed in forma autentica in questa nostra realtà. Esiste sì certo un’evoluzione, un punto di arrivo per l’uomo che è destinato a salire tutta la scala della Merkabà per arrivare sino a Dio, all’Uno, che peraltro egli già comprende in sè. Ma c’è una differenza sostanziale tra la figura di Gesù –il Messia che è Dio- ed il Cristos che è l’unto del Signore – e che io definisco il palindromo del Sacro. Il  grande sacerdote, pur grande e saggio che sia,  può essere unto, ungere a sua volta ed investire un uomo di una carica molto importante in qualità di ministro o sacerdote di Dio,  Ma non può certo renderlo Dio. Un uomo non può eleggere un altro uomo a Dio. L’uomo può solo  riconoscere il Dio Vero da un dio falso,  ne ha tutti  gli strumenti. Gesù, il Messia che è fuori dal tempo e quindi onnipresente nel nostro cuore  aldilà di ogni epoca  e di ogni Suo ciclico ritorno, non ha certo bisogno di essere eletto da un sacerdote o dal popolo. Egli nasce Dio ed è già Perfetto: Vero Uomo, Vero Dio.  La Sua Opera Morale in perfezione sotto forma di Pensiero e Azione, Lo rende riconoscibile…..

La mia nostalgia quindi, nasce solo dall’apparente attesa di questa “Manifestazione”  nella nostra dimensione. E la tristezza proviene dalla consapevolezza che ancora in molti sono coloro che di questo, poco o nulla sanno e comprendono.  Ma non proviene certo dalle mie canzoni che di questo sempre intendono raccontare. Sento comunque caro amico,  che avremo molto presto modo di riparlarne. Amenti

Agadè

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Essenza di Te

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La notte accompagna il mio canto,

notte triste, spaesata,

mi porta a sentire i battiti

di un cuore che ancora ti sogna.

Un pensiero soave,

si perde nel ricordo di te.

Dove sei?…E adesso chi sei?

Messaggi di nebbie lacustri…

Dove sono le tue promesse,

i tuoi proponimenti?

Le tue parole appena sussurrate,

piangono lacrime virtuali.

Troppe notti in attesa di te,

sotto un cortile o sotto la pioggia.

Dove sei? La tua essenza mi insegue.

Manca la tua presenza

che ora si veste di assenza.

Più semplice è il  guardarsi negli occhi,

il cercare un incontro.

Senza chiedere, Amore non chiede.

Le tue frasi, diverrebbero allora

promesse mantenute

come foglie a mezz’aria:

dondolanti  e leggere, quanto Vere,

simili ad un  battito d’ala.

Adesso svincolate da ogni vento.

Agadè

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9/9/9..E il Cielo ancora Osserva Noi

9 Settembre 2009 1 commento
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…Ascolta uomo!

29 Giugno 2009 2 commenti
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Sulleone e Aket-Aton (Dialoghi con Francesco)

26 Maggio 2009 Nessun commento
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Tholos

5 Gennaio 2009 1 commento
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Eventi Quantici

6 Agosto 2008 3 commenti
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