
La quarta canzone è “Siòn”. Il mio amico continua a guidare in silenzio, la strada è ancora molto lunga. Ascolta concentrato. Gli album sono Acquario, Agadè –Ispirazioni dal Gilgamesh,Siòn e Sure 9/9/9. Ricordo che prima di avviare il riproduttore Cd feci lui una breve introduzione sulla funzione riequilibrante che la musicasaturnia ha sul nostro pensiero, anche se non approfondii più di tanto la faccenda. Dopo alcune ore, terminato l’ascolto ed il viaggio, restò in silenzio per qualche minuto. Sembrava rilassato, non stanco e pareva cercare le frasi giuste da dire senza rischiare di esternare impressioni sbagliate. “…in queste tue canzoni mi sembra di sentire una grande nostalgia; una tristezza strana e profonda per un tempo che fu e che ora si avverte lontano, utopistico…un tempo che non può ritornare. E’ un senso di malinconia prodotto dal distacco tra ciò che canti e ciò che in realtà viviamo nel nostro quotidiano. Si avverte chiaramente che per te esiste Dio sul piano divino, lassù, ed esiste l’uomo qui sul piano umano…ma non si percepisce l’incontro(!!!), l’interazione tra l’uomo e Dio attraverso il messaggio di Cristo. Ognuno di noi, ogni giorno può viverlo nel suo piccolo scorcio di realtà e nel suo mondo interiore. Dovresti cercare di unire i due aspetti e cioè quello del Cristo Figlio di Dio fatto uomo e quello dell’uomo impegnato nel suo vivere quotidiano. Cerca di rendere giustizia alla tua musica, alle tue melodie così coinvolgenti; fallo grazie alla fusione tra il piano di Dio e l’opera dell’uomo…Questa malinconia mi sembra fuori luogo, anche perchè in realtà l’unione già esiste, è già qui con noi ogni giorno, ogni volta che realizziamo qualcosa di bello e importante nella condivisione con il nostro prossimo! Ricorda: la resurrezione di Cristo avviene quotidianamente proprio sul piano umano attraverso il Suo messaggio e la sua esperienza culminata nel sacrificio della Sua crocifissione . E’ giunto sino a noi per salvare l’uomo…Dovremo parlare a lungo e magari lavorarci un po’ su, adesso non abbiamo tutto questo tempo…Per il resto la tua musica mi piace molto”….….
Poco importa se il mio amico ricopre una carica religiosa molto importante; ciò che mi ha colpito in particolare è stato il suo sforzo, per altro molto apprezzato, con il quale forse ha cercato di interpretare il senso di ciò che è riconoscibile nei testi, (molti dei quali scritti da Mario Pincherle n.d.r.) – senso che peraltro condivido e sento pienamente. Come del resto avverto anche il bisogno di sentire sempre in noi la Sacra Presenza di Dio attraverso le figure di Gesù, di Sargon, di Krhisna -sempre la stessa Persona che cambia solo nome andando a ritroso nel tempo. Ciò che non posso condividere è ben altro, ovvero, il sacrificio come messaggio di consapevolezza…..
Ascoltai la critica sorpreso non più di molto ma interessato. La sola cosa che riuscii ad accennare fu riferita al fatto che ancora la figura di Gesù non è stata compresa a fondo. Tentai di continuare la conversazione ma fu inutile. Restai deluso. Avevo tante cose di cui parlare con lui ma non vi fu nè modo né tempo, dato che il mio amico doveva assentarsi di lì a poco per l’impellenza dei suoi impegni. Propose comunque di tornare a parlarne molto presto, magari nel percorso di ritorno. Così non fu, io dovetti ripartire in aereo per mio conto la sera stessa. ….
In quelle ore riflettei molto su quanto mi aveva suggerito di considerare. Non potei tuttavia fare a meno di comprendere che, forse per la carica importante ricoperta dal mio amico , o forse perché, pensai egli pensasse, sempre di poesia musicale trattasi e quindi frutto di ispirazione artistica, egli non sollevò alcuna domanda riferita a certi passi dei testi musicali. Ad esempio relativi alla figura di Gilgamesh: chi è davvero costui? Oppure sul Re Vero, sulla Scekinà, Vera presenza di Dio sulla terra. Qual’è il significato del nome Gilgamesh, cosa significa ritornociclico del Messia, e la Torre di Granito (Zed)? Cosa sono gli Archetipi? E i pennelli di Dio? Qual’è senso di quel “Giardino” che nel ciclo delle ere cosmiche è destinato a ritornare…. Oppure il significato del Monte di Siòn… di quelle passeggiate alla brezza della sera in cui Dio in Persona cammina a braccetto con l’uomo…e poi il senso del Pater Nostro tradotto dall’aramaico senza l’imperativo: dacci, liberaci, non ci indurre ecc… O ancora, domande relative al testo recitato che parla del fatto che ogni uomo è destinato a ritornare sacerdote di se stesso e quindi stretto collaboratore di Dio nella creazione del suo miracolo chiamato quotidiano… Insomma, dopo una attenta riflessione mi convinsi che tutto questo non poteva essere stato ignorato dal mio amico ma piuttosto semplicemente ritenuto una favola…..
Nonostante i tempi siano prossimi al ritorno del Vero Messaggio per l’umanità intera, ancora in pochi sono gli uomini coscienti del fatto che ciò che sembra favola, tale non è. L’Eden non è un luogo di fantasia, ed il Giardino di cui canto nelle mie canzoni, non è un semplice orticello su cui poter coltivare carote e zucchine; esso appartiene ad una dimensione fuori dallo spazio e dal tempo, (tuttavia posto ed esistito realmente nello spazio e nel tempo), che comprende un senso nuovo della Vita fatto di Gioia e Consapevolezza: uno stato di Grazia in cui davvero torniamo a collaborare con Dio ed a camminare con Lui alla brezza della sera. Gesù non è stato con noi una sola volta e di era in era Egli ritorna…”Ogni volta che il senso morale nell’umanità sembra scomparire, Io discendo di Persona…”(Baghavadgita).….
I nostri sensi sono come delle vere e proprie antenne riceventi. Il Vero Messaggio proveniente dall’Altissimo e che riceviamo in ogni istante, viene trasformato dalle nostre anime in miliardi di messaggi animici, quindi non perfetti. Torneremo presto, se non proprio tutti almeno gli uomini di buona volontà, a comunicare con la Vera Strada fatta di Amore, Pensiero Perfetto, o (Spirito)…..
Caro amico, nelle mie canzoni, proprio non esiste la separazione di cui tu parli e riferita qui al rapporto tra l’uomo e Dio. In Acquario, come in Agadè, o in Siòn & Sure 9/9/9, o in En-Ki Gioia, io e Mario raccontiamo e cantiamo il dialogo tra Dio e l’uomo trasformandolo in Musica, sapendo che questo colloquio è destinato a ritornare con altrettante parole Vere ed in forma autentica in questa nostra realtà. Esiste sì certo un’evoluzione, un punto di arrivo per l’uomo che è destinato a salire tutta la scala della Merkabà per arrivare sino a Dio, all’Uno, che peraltro egli già comprende in sè. Ma c’è una differenza sostanziale tra la figura di Gesù –il Messia che è Dio- ed il Cristos che è l’unto del Signore – e che io definisco il palindromo del Sacro. Il grande sacerdote, pur grande e saggio che sia, può essere unto, ungere a sua volta ed investire un uomo di una carica molto importante in qualità di ministro o sacerdote di Dio, Ma non può certo renderlo Dio. Un uomo non può eleggere un altro uomo a Dio. L’uomo può solo riconoscere il Dio Vero da un dio falso, ne ha tutti gli strumenti. Gesù, il Messia che è fuori dal tempo e quindi onnipresente nel nostro cuore aldilà di ogni epoca e di ogni Suo ciclico ritorno, non ha certo bisogno di essere eletto da un sacerdote o dal popolo. Egli nasce Dio ed è già Perfetto: Vero Uomo, Vero Dio. La Sua Opera Morale in perfezione sotto forma di Pensiero e Azione, Lo rende riconoscibile…..
La mia nostalgia quindi, nasce solo dall’apparente attesa di questa “Manifestazione” nella nostra dimensione. E la tristezza proviene dalla consapevolezza che ancora in molti sono coloro che di questo, poco o nulla sanno e comprendono. Ma non proviene certo dalle mie canzoni che di questo sempre intendono raccontare. Sento comunque caro amico, che avremo molto presto modo di riparlarne. Amenti
Agadè